I 5 libri e i 5 film per non dimenticare

Buonasera lettori,
eccoci di nuovo qui insieme, questa volta per parlarvi di un argomento che di sicuro è molto conosciuto e che, ne sono sicura, vi starà annoiando solo sentirne parlare, pensate un pò invece di leggerlo!! 😀
Ho voluto iniziare questo articolo in maniera ironica e divertente, anche se quello di cui vi voglio parlare non fa poi molto ridere.
Non stavo scherzando quando dicevo che sono sicura che molti di voi sono stufi di sentirne parlare, sicuramente perchè ogni anno per il 27 Gennaio i vostri professori o chiunque in questo universo vi parla di quest’argomento. Ma se questa giornata è stata insignita è stato proprio per non dimenticare, soltanto che è facile ripeterlo, un pò meno capirlo.
Anche se io, come pure voi, non ho vissuto direttamente questi eventi, ne sono entrata più a contatto e ho capito di più avendo letto dei libri ma anche visto dei film dedicati a questa giornata.
Come me sono sicura anche voi li avrete visti, e se nomino il film “Il bambino con il pigiama a righe” o anche il suo omonimo film anche voi sapete di che cosa parlo.
Ed è per questo che oggi più che parlarvi di questo tema voglio farvi conoscere i 5 libri e i 5 film che mi hanno fatto capire e conoscere l’Olocausto in maniera diversa di come ci viene raccontato a scuola.
Beh spero che leggiate questo articolo fino alla fine!
Cominciamo!

 

Il primo libro che vi voglio presentare non è molto conosciuto, non solo perchè la storia non è incentrata nel campo di concentramento di Auschwitz ma anche perchè racconta di un altro tipo di olocausto, che neanche a scuola viene attenzionato molto. Andiamo a vederlo insieme!

 

Titolo: Avevano spento anche la luna
Autrice: Ruta Sepetys
Editore: Garzanti
Pagine: 300

TRAMA:

Lina ha appena compiuto quindici anni quando scopre che basta una notte, una sola, per cambiare il corso di tutta una vita. Quando arrivano quegli uomini e la costringono ad abbandonare tutto. E a ricordarle chi è, chi era, le rimangono soltanto una camicia da notte, qualche disegno e la sua innocenza. È il 14 giugno del 1941 quando la polizia sovietica irrompe con violenza in casa sua, in Lituania. Lina, figlia del rettore dell’università, è sulla lista nera, insieme alle famiglie di molti altri scrittori, professori, dottori. Sono colpevoli di un solo reato, quello di esistere. Verrà deportata. Insieme alla madre e al fratellino viene ammassata con centinaia di persone su un treno e inizia un viaggio senza ritorno tra le steppe russe. Settimane di fame e di sete. Fino all’arrivo in Siberia, in un campo di lavoro dove tutto è grigio, dove regna il buio, dove il freddo uccide, sussurrando. E dove non resta niente, se non la polvere della terra che i deportati sono costretti a scavare, giorno dopo giorno. Ma c’è qualcosa che non possono togliere a Lina. La sua dignità. La sua forza. La luce nei suoi occhi. E il suo coraggio. Quando non è costretta a lavorare, Lina disegna. Documenta tutto. Deve riuscire a far giungere i disegni al campo di prigionia del padre. E l’unico modo, se c’è, per salvarsi. Per gridare che sono ancora vivi.

 

Bene dopo questo volume voglio raccontarvi anche un’altra storia particolare, è come capirete piano piano leggendo quest’articolo ogni libro o film che vi propongo rivela qui di quello che c’è scritto, sta  a voi trovarne il vero significato.

 

Titolo: Il ragazzo di Varsavia
Autore: Andrew Borowiec
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 384

TRAMA:

La vera storia del bambino soldato.
La drammatica testimonianza di uno dei più giovani sopravvissuti alla ribellione polacca contro la violenza nazista.
Non aveva nemmeno sedici anni, Andrew Borowiec, quando nel 1944 prese parte alla rivolta di Varsavia, la straordinaria ribellione organizzata dai polacchi di fronte all’insensata violenza nazista.
I combattimenti proseguirono senza tregua per più di due mesi, in una carneficina che perfino Heinrich Himmler definì «la peggior guerriglia di strada dalla battaglia di Stalingrado».
Questo libro raccoglie l’eccezionale testimonianza di uno degli ultimi sopravvissuti a quel massacro, un vero bambino-soldato che ha dovuto mettere nero su bianco l’orrore cui i suoi giovani occhi avevano assistito – dalle barricate ai cecchini appostati nelle strade, dai combattimenti casa per casa alle fughe nelle fogne della città – al punto di trascrivere le sue prime impressioni già nell’ospedale da campo per prigionieri di guerra dov’era finito alla fine della Rivolta. Un resoconto così doloroso e necessario che ora Borowiec ha sentito il bisogno di condividere con il mondo intero. Un’altra straordinaria voce che unisce la purezza dei sedici anni al tragico disincanto di chi ha conosciuto sulla propria pelle la brutalità della guerra.
Una testimonianza inedita, un documento inestimabile, un successo internazionale.

 

Ed eccoci giunti al terzo libro. Questo libro è quasi la continuazione, o meglio il racconto del futuro di un altro grande romanzo, il primo in assoluto che si legge e si studia. Sto parlando naturalmente del Diario di Anna Frank. Ma andiamo a vedere in che modo questi due libri si intersecano tra di loro.

 

Titolo: Sopravvissuta ad Auschwitz
Autore: Eva Schloss e Karen Bartlett
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 336

TRAMA:

La vera e drammatica storia della sorella di Anne Frank
Nel giorno del suo quindicesimo compleanno, Eva viene arrestata dai nazisti ad Amsterdam e deportata ad Auschwitz.
La sua sopravvivenza dipende solo dal caso, e in parte dalla ferrea determinazione della madre Fritzi, che lotterà con tutte le sue forze per salvare la figlia. Quando finalmente il campo di concentramento viene liberato dall’Armata Rossa, Eva inizia il lungo cammino per tornare a casa insieme alla madre, e intraprende anche la disperata ricerca del padre e del fratello. Purtroppo i due uomini sono morti, come le donne scopriranno tragicamente a mesi di distanza. Ad Amsterdam, però, Eva aveva lasciato anche i suoi amici, fra cui una ragazzina dai capelli neri con cui era solita giocare: Anne Frank. I loro destini – seppur diversissimi – sembrano incrociarsi idealmente ancora una volta: nel 1953 Fritzi, ormai vedova, sposerà Otto Frank, il padre di Anne. La testimonianza di Eva (scritta in collaborazione con Karen Bartlett) è dunque doppiamente sbalorditiva: per la sua esperienza personale di sopravvissuta all’Olocausto e per lo straordinario intreccio del destino, che l’ha unita indissolubilmente a quella ragazzina conosciuta molti anni prima.

 

Il prossimo libro ci fa capire in che modo i più piccoli hanno affrontato questa tragedie e anche in che modo ne sono usciti. Beh basta parlare ve lo vado a presentare!

Titolo: L’ultimo sopravvissuto
Autore: Sam Pivnik
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 295

TRAMA:

La testimonianza mai raccontata del bambino che da solo sfuggì agli orrori dell’Olocausto
Sam Pivnik, figlio di un sarto ebreo, nasce a Bedzin in Polonia e trascorre una vita normale fino al primo settembre del 1939 – giorno del suo tredicesimo compleanno – quando i nazisti invadono la Polonia e la guerra spazza via in un attimo ogni possibilità di futuro. Da quel momento la sua vita non sarà più la stessa. Sam conosce il ghetto, i divieti imposti dai nazisti, il coprifuoco, gli stenti, il terrore per le strade. Poi, dopo un rastrellamento, tutta la sua famiglia viene deportata al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Strappato alla sua famiglia, che trova la morte nelle camere a gas, Sam subisce terribili soprusi e atrocità, e ogni giorno, alla famigerata Rampa di arrivo dei treni dei deportati, vede compiersi sotto i suoi occhi la più inenarrabile delle tragedie. Sopravvissuto alla crudeltà delle SS e dei Kapo, ai lavori forzati nella miniera Fürstengrube e alla “marcia della morte” nel rigido inverno polacco, Sam è infine tra i prigionieri sulla nave Cap Arcona, bombardata dalla Royal Air Force perché luogo di esperimenti dei nazisti su donne e bambini da parte delle SS. Ma ancora una volta, miracolosamente, riesce a salvarsi. Questo libro racchiude una testimonianza unica al mondo: la storia di un uomo che ha attraversato tutti i gironi dell’inferno nazista, ed è sopravvissuto per portare ai posteri la testimonianza di un orrore indicibile che non dovrà mai più ripetersi.
Una storia vera, unica e commovente
Un grande successo internazionale
Tradotto in sette paesi
La gente spesso mi chiede perché abbia aspettato tanto per raccontare la mia storia. È una domanda semplice, ma la risposta non lo è.
Ed eccoci arrivati al quinto ed ultimo libro di questa lista, beh diciamo che ho riservato il meglio per ultimo ma come sempre spero che i nostri suggerimenti vi vengano voglia di andare a sfogliare le pagine o a leggerli se non li conoscevate ancora.

 

Titolo: La sposa di Auschwitz
Autore: Millie Werber e Eve Keller
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 281

TRAMA:

Millie Werber ha quattordici anni quando i nazisti invadono la Polonia. La sua cittadina, Radom, viene trasformata in un ghetto e la fabbrica locale in un campo di concentramento. L’unico modo per avere salva la vita è lavorare come operaia per i tedeschi. Ma persino nell’orrore di un lager si può trovare l’amore: proprio qui, infatti, la ragazza conosce Heniek, ebreo costretto a collaborare con gli invasori. I due si scambiano le fedi e una promessa d’amore eterno. Il loro matrimonio, però, dura ben poco: Heniek viene tradito da un altro ebreo e fucilato dai nazisti. A Millie non resta che farsi forza e lottare a ogni costo per sopravvivere e per affrontare l’orrore di Auschwitz. Anni dopo, reduce dal lager e dalla terribile marcia della morte, per la Werber arriverà il momento di rifarsi una vita in America accanto a un altro uomo, il secondo marito, Jack. Eppure il ricordo di Heniek – il primo, grande amore – l’accompagnerà per sempre, proprio come l’anello che lui le aveva donato nel ghetto di Radom. La straordinaria vicenda di questa coraggiosa sopravvissuta ci svela cosa significava vivere nella Polonia occupata dai nazisti e come si possa trovare l’amore vero persino nell’inferno dell’Olocausto.

 

Adesso invece andiamo a parlare dei cinque film che secondo me, cioè secondo il mio gusto e parere, fanno capire in che modo affrontare e capire meglio il 27 gennaio, la Giornata della Memoria.
Il primo film che vi voglio proporre è un grande classico ma che riesce con la sua ironia e il suo doppio gioco di parole durante il film ad alleggerire in qualche modo il tema trattato.

 

Titolo: La vita è bella
Anno di uscita: 1997
Durata: 2h 2m

TRAMA:

Durante la dittatura fascista, Guido Orefice, giovane ebreo trasferitosi nella campagna toscana, conosce una maestra elementare, Dora, e con lei costruisce una famiglia. L’aggravarsi delle Leggi Razziali e i rastrellamenti nazisti portano l’uomo ad essere deportato in campo di concentramento con il figlioletto Giosuè. Per proteggere il piccolo dagli orrori dello sterminio, Guido costruisce eroicamente un elaborato mondo di vertiginose fantasie.

 

E passiamo subito al secondo film cambiando completamente tema e genere per così dire, beh che ne dite se ve lo vado a presentare?!

 

Titolo: Storia di una ladra di libri
Anno di uscita: 2013
Durata: 2h 15m

TRAMA:

Germania, 1939. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel scorge un oggetto seminascosto nella neve, un libriccino abbandonato o dimenticato. Liesel non ci pensa due volte e lo ruba. Comincia così la storia di una piccola ladra e del suo amore per i libri, che diventano un talismano contro l’orrore che la circonda. Per salvarli, è pronta a strapparli ai roghi nazisti o a sottrarli dalla biblioteca della moglie del sindaco. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel accoglie un ebreo in cantina, tutto cambia: il mondo della ragazzina diventa all’improvviso più piccolo. E, al contempo, più vasto.
E con il terzo film che comprendiamo in che modo l’Olocausto e le Leggi Razziali hanno cambiato la vita delle persone ebree. Ed è per questo che consiglio a chiunque di voi di vedere e leggere i film sull’argomento. Non prendeteli sottogamba non dobbiamo dimenticare le loro sofferenze e il loro dolore, anzi dobbiamo fare in modo che esso non venga più sepolto o dimenticato se no significa darla vinta a coloro che volevano che questo succedesse!

 

Titolo: Schindler’s List
Anno di uscita: 1993
Durata: 3h 17m

TRAMA:

La vera storia di Oscar Schindler, un industriale tedesco che, mettendo a rischio la propria vita e la propria carriera, riesce a salvare migliaia di ebrei da un tragico destino.

 

Ed eccoci arrivati al penultimo film di questa giornata. Come per i libri spero che i film da noi suggeriti, anche se sicuramente più conosciuti rispetto ai libri, vi facciano venire voglia di vederli perchè è dai piccoli passi e dalle piccole decisioni che si possono fare delle buone azioni quotidiane.

 

Titolo: La signora delle zoo di Varsavia
Anno di uscita: 2017
Durata: 2h 7m

TRAMA:

Varsavia, 1939. Antonina Żabińska e suo marito, il dottor Jan Żabiński, gestiscono lo storico zoo della città con cura e dedizione. Quando la Polonia viene invasa dai nazisti, però, oltre ai bombardamenti e all’occupazione la coppia è costretta a sottostare anche al nuovo capo zoologo nominato dal Reich, Lutz Heck, che prevede un programma di allevamento selettivo per la struttura. Reagendo allo sgomento, i due coniugi si impegnano prima a salvare gli animali superstiti e poi, quando la violenza nazista si accanisce contro gli ebrei, non esitano a trasformare lo zoo e i suoi sotterranei in un rifugio per i perseguitati. All’odio per chi è diverso e alla follia di voler imporre alla natura un disegno mitomane, Antonina e Jan oppongono l’amore e il rispetto per la vita e per gli esseri umani, a costo di mettere in pericolo la propria famiglia. Grazie a loro, più di trecento ebrei e militanti della Resistenza polacca riusciranno a sfuggire alla furia nazista e a mettersi in salvo.
Ed eccoci arrivati all’ultimo film con questo si conclude la nostra passeggiata attraverso i capolavori che per noi hanno significato di più e che ci hanno aiutato a ricordare e a dare un senso a questa giornata tanto importante al giorno d’oggi come allora.
Ed ecco l’ultimo film di oggi:

 

Titolo: Il pianista
Anno di uscita: 2002
Durata: 2h 30m

TRAMA:

E’ il racconto di quanto vissuto dal pianista ebreo Władysław Szpilman dallo scoppio della seconda guerra mondiale con l’invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche, l’occupazione di Varsavia, la creazione del ghetto, la vita nel ghetto e la sua fuga e sopravvivenza fuori dal ghetto, fino alla liberazione della città da parte dell’Armata Rossa.

 

 

Affinché il ricordo della Shoah/ Olocausto sia utile, tuttavia, la memoria non deve limitarsi soltanto all’indignazione e alla denuncia morale contro i crimini nazisti, sentimenti sicuramente giusti e naturali nei confronti di avvenimenti gravi e disumani. Perché la memoria abbia un senso, è soprattutto importante, prima di denunciare, capire ciò che è accaduto e che ciò non si ripeta. 
Si può ricordare questo giorno in infinitesimi modi, ognuno in modo diverso tuttavia è importare ricordalo sempre, non solo oggi.

 


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